Dall’Homo Sapiens all’Homo Ignorans, fine dell’Europa delle libertà e dei diritti civili

(English version in the end)

Ciò che da più parti e da tempo si denunciava è ora verità conclamata: l’Europa dei popoli non è mai esistita, ma nemmeno quella delle banche. Ormai a sopravvivere è solo l’Europa della moneta, o meglio, del più impreparato e bieco monetarismo, quello al servizio di pochi che non si degna nemmeno di sfogliare i vecchi manuali di economia.

Serviva uno shock, una guerra, un fatto storico come l’attuale pandemia per scoprire che il re è nudo. Si sosteneva che le politiche espansionistiche fossero impedite dal grave pericolo dell’inflazione e che la creazione di nuova moneta dovesse essere riservata alle banche e non agli stati per impedire spinte populistiche, ma nel momento in cui nè il populismo nè l’inflazione possono avere alcun ruolo nè responsabilità nell’attuale situazione di stallo dell’economia, puntuali, sono arrivate le levate di scudi a protezione degli assetti e dei rapporti di forza esistenti prima della pandemia.

In compenso si è creato il MES, un infernale meccanismo economico di “stabilità” che qualcuno si è già affrettato ad indicare ironicamente di “schiavitù”, togliendo ulteriore sovranità agli stati e finendo per accentrare ancora di più le politiche economiche. Un errore madornale che l’Italia per prima ha pagato da oltre 25 anni, da quando cioè ha rinunciato alla propria sovranità monetaria ed economica, a cui aveva in parte già abdicato nell’81 con la separazione tra Ministero del Tesoro e Banca d’Italia.

Il MES è quella cosa per cui prima dai i soldi e poi li richiedi indietro pagandoci sopra gli interessi. A casa mia questo si chiama autolesionismo e per giunta inizia a puzzarmi di socialismo reale, un vero e proprio paradosso che getta gli stati ed cittadini nelle mani di una vera e propria dittatura economica, la quale, di fatto, finisce inesorabilmente per sottrarre libertà alla politica ed ai cittadini.

Oggi in tanti iniziano a rivalutare gli inglesi e il motivo della loro poco elegante uscita dalla zona euro, un’uscita che era stata indicata dagli economisti di tutto il mondo come foriera di grandi guai per la Gran Bretagna e che invece pare proprio non aver prodotto alcun sconquasso, creando peraltro un precedente storico di non poco conto per altre eventuale nuovi disimpegni, quel precedente storico che si voleva ad ogni costo evitare, perchè anche quello avrebbe potuto (e così è stato) mostrare la verità al mondo: 1) dall’Unione Europea si può uscire; 2) si può avere una moneta sovrana senza divenire vittime predestinate delle speculazioni finanziarie.

Il mio giudizio è che oggi si viva un grosso equivoco ritenendo che l’elemento monetario sia l’irrinunciabile bene comune senza il quale non vi possa essere Europa. Orbene inizio a pensarla diversamente proprio partendo dalla Questione Sarda. La Sardegna avrebbe avuto da sempre necessità di politiche economiche diversificate rispetto al resto della penisola laddove invece è stata imbrigliata da una politica economica nazionale che non ha mai tenuto conto delle sue specifiche peculiarità. Il medesimo concetto lo vedo applicabile alll’Italia rispetto al resto d’Europa. L’appiattimento delle regole finanziarie e delle politiche economiche sta determinando un indebolimento del sistema economico nazionale.

L’Europa è oggi un gran bel concetto astratto che ha fallito proprio dove avrebbe dovuto pulsare: la difesa e la politica estera comune a tutti gli stati membri oltre che un livellamento verso l’alto delle libertà e dei diritti civili dei suoi cittadini. Si è invece realizzata solo nell’aspetto soffocante della piena integrazione finanziaria, finendo per creare una globalizzazione europea che è stata governata malissimo e soprattutto non è stata governata affatto dalla politica.

In troppi forse confondono il controllo della liquidità e della moneta con i principi del vero e sano liberismo economico che ben poco ha a che fare. Un sistema economico liberale, per funzionare bene, non può imbrigliare il proprio meccanismo esponendolo alle buriane di decisioni politiche estranee e lontane, ma deve avere possibilità di reale controllo possibile solo se esercitabile da territori omogenei, non certo da un Europa che deve mettere insieme gli interessi inconciliabili tra le diverse nazionalità finendo per partorire compromessi pasticciati ed al ribasso.

In definitiva un grande atto egoistico che mostra l’ignoranza e l’insipienza di una classe politica europea e nazionale che segna definitivamente il passaggio dell’uomo moderno dalla illuminata specie dell’Homo Sapiens alla nuova specie dell’Homo Ignorans, perchè non può che essere ignorante colui il quale, pensando al proprio esclusivo tornaconto, indebolisce una parte dell’Europa trascurando che senza quella parte l’Europa cesserà anch’egli di esistere.

La risposta politica a questa pericolosa deriva, che rischia di mettere a repentaglio 70 anni di sforzi tesi ad evitare ad ogni costo quel rapporto conflittuale tra stati europei che nella Storia recente ha generato già due conflitti mondiali, si chiama federalismo, un vecchio ma sempre verde concetto che potrebbe essere capace, attraverso una maggiore autonomia dei singoli territori, di assicurare politiche economiche e sociali più aderenti alle esigenze dei suoi cittadini.

C’è infine da augurarsi che su queste questioni l’Unione Europea possa ancora trovare un’intesa.

Homo Sapiens turn to an Homo Ignorans, the end of liberty and rights in Europe

What has been denounced for many and for some time is now a clear truth: the Europe of the peoples has never existed, but neither has the Europe of the banks. It is now only the Europe of money, or rather, of the most unprepared and bled-out monetarism, that which serves the few who do not even deign to browse the old economic manuals.

It took a shock, a war, a historical fact like the current pandemic to discover that the king is naked. It was argued that expansionist policies were prevented by the grave danger of inflation and that the creation of new money should be reserved for banks and not states to prevent populist pressures, but at a time when neither populism nor inflation can play any role or responsibility in the current stalemate of the economy, on time, shields have arrived to protect the structures and power ratios that existed before the pandemic.

On the other hand, the ESM was created, a hellish economic mechanism of “stability” that some have already rushed to ironically indicate of “slavery”, removing further sovereignty from the states and eventually centralizing economic policies even more. A huge mistake that Italy first paid for more than 25 years, since that is, when it renounced its monetary and economic sovereignty, to which it had already partially abdicated in 81 with the separation between the Treasury and the Bank of Italy.

The ESM is the thing you first give the money for and then you ask back by paying interest on it. In my home this is called self-harm and it begins to reek me of real socialism, a real paradox that throws states and citizens into the hands of a real economic dictatorship, which, in fact, ends up inexorably taking freedom away from politics and citizens.

Today many people are beginning to re-evaluate the British and the reason for their inelegant exit from the eurozone, an exit that had been pointed out by economists around the world as a planter of great trouble for Britain and which, on the other hand, does not seem to have produced any upheaval, creating a historical precedent of no small importance for other possible new disengagement. , that historical precedent that you wanted to avoid at any cost, because even that could (and so it was) show the truth to the world: 1) from the European Union you can leave; 2) you can have a sovereign currency without becoming the predestined victims of financial speculation.

My view is that today there is a major misunderstanding that the monetary element is the indispensable common good without which there can be no Europe. I begin to think differently from the Sardinian Question. Sardinia has always needed economic policies that are diversified from the rest of the peninsula, whereas it has been harnessed by a national economic policy that has never taken into account its specific peculiarities. I see the same concept as Italy compared to the rest of Europe. The flattening of financial rules and economic policies is weakening the national economic system.

Europe is now a great abstract concept that has failed precisely where it should have pulsated: defence and foreign policy common to all Member States, as well as an upward levelling of the freedoms and civil rights of its citizens. Instead, it has only been achieved in the suffocating aspect of full financial integration, eventually creating a European globalisation that has been governed very badly and, above all, has not been governed at all by politics.

Too many perhaps confuse the control of liquidity and money with the principles of true and healthy economic liberalism that has very little to do with. A liberal economic system, in order to function well, cannot harness its mechanism by exposing it to the burian of foreign and distant political decisions, but it must have the possibility of real control possible only if it can be exercised by homogeneous territories, certainly not by a Europe that must put together irreconcilable interests between the different nationalities and end up giving birth to messy and downward compromises.

Ultimately a great selfish act that shows the ignorance and insipidity of a European and national political class that definitively marks the transition of modern man from the enlightened species of Homo sapiens to the new species of Homo Ignorans, because he can only be ignorant of the one who, thinking of his own exclusive gain, weakens a part of Europe by neglecting that without that part Europe will cease to exist.

The political response to this dangerous drift, which threatens to jeopardize 70 years of efforts to avoid at all costs that conflicting relationship between European states that in recent history has already generated two world conflicts, is called federalism, an old but always green concept that could be able, through greater autonomy of the individual territories, to ensure economic and social policies more closely related to the needs of its citizens.

Finally, it is to be hoped that the European Union can still find agreement on these issues.