Rifiuti radioattivi imposti da Roma, copione già visto; i sardi all’esame di maturità.

Sul più generale tema dei rifiuti la mia posizione è sempre stata molto netta, prediligendo il riciclo all’incenerimento e proponendo da sempre un sistema che scoraggiasse alla radice la produzione di prodotti che non fossero riciclabili o compostabili. Per la parte residua indifferenziata ho sempre sostenuto che il principio di responsabilità sia quello che più possa pagare nel lungo periodo, con la previsione che ogni territorio abbia il dovere di trovare una soluzione alla propria quota parte di rifiuti prodotta, senza poter scaricare su altri territori le proprie scelte.

Ora che si parla di rifiuti radioattivi non sposto di una virgola la mia posizione, che del resto calza a pennello con la mia idea di Sardegna stato-nazione, entità autonoma capace di andare avanti con le proprie gambe assumendosi le proprie responsabilità, cioè la Sardegna avrebbe il dovere di smaltire nel proprio territorio tutti i materiali radioattivi che siano il risultato di produzione e/o consumo dei sardi in Sardegna.

Andiamo ora al punto che in queste ore è oggetto di dibattito.

L’Home Page del sito depositonazionale.it che assolve al dovere informativo sul tema dei rifiuti radioattivi

Vent’anni orsono nacque a Macomer un serrato dibattito sulla costruzione di un nuovo inceneritore e io assunsi da subito una posizione nettamente contraria (vedi articolo dell’epoca). La storia la conoscono in molti: diventò tema di scontro politico e vi fu una contrapposizione ed un continuo rimescolamento delle posizioni in campo. Io la feci diventare una questione dirimente tant’è che fu uno dei motivi che mi spinsero a dare le dimissioni dal partito di appartenenza e di passare, di fatto, all’opposizione. (vedi video dell’epoca). Anche l’epilogo è tristemente ben conosciuto: l’inceneritore, dopo incredibili battaglie legali, è stato costruito.

Qual’è il problema? Che non esiste una reale garanzia che i territori interessati possano esprimere il proprio consenso od opposizione. Infatti nel caso dell’inceneritore nell’anno 2012 presentai una petizione al Parlamento Europeo con la quale chiedevo che si facesse luce sul mancato coinvolgimento della popolazione interessata alla costruzione di un impianto che avrebbe potuto avere un significativo impatto sulla propria salute. Sollecitata sul punto le autorità italiane risposero ufficialmente che

 il progetto per la realizzazione di un nuovo impianto di incenerimento dei rifiuti a Macomer/Tossilo non è ancora stato autorizzato;
 prima di ricevere l’autorizzazione, il progetto sarebbe sottoposto a una valutazione d’impatto ambientale a norma della direttiva 2011/92/UE, nonché a un’opportuna valutazione delle sue implicazioni per il vicino sito Natura 2000 “Altopiano di Abbasanta” a norma della direttiva 92/43/CEE;
 nell’ambito della procedura di valutazione di cui sopra, la cittadinanza sarebbe stata consultata a norma delle direttive 2011/92/UE, 2000/76/CE e 2008/1/CE.
Sulla base di queste informazioni, nel dicembre 2013 la Commissione chiuse l’indagine.”

Le vicende successive sono note. La cittadinanza di Macomer non è mai stata consultata ufficialmente sull’argomento e la maggioranza politica di allora si oppose alla mia proposta di indire un referendum consultivo. La questione venne risolta con una delibera del Consiglio Comunale che fu approvata per pochi voti con un ordine del giorno fumoso, equivoco, pieno di luoghi comuni, di promesse, di impegni, di paletti, di se e di ma, dando di fatto il via libera definitivo al progetto di realizzazione dell’inceneritore. E la popolazione? Muta, impaurita, ricattata dall’idea di barattare centinaia di posti di lavoro in cambio di qualche piccolo sacrificio ambientale. In molti, in quegli anni, hanno mentito, a volte sapendo di mentire, a tutti i livelli, comunale, provinciale, regionale. A distanza di molti anni diversi esponenti politici mi hanno dato ragione, ma ormai i danno è fatto.

Aree per la costruzione di un deposito nucleare individuate in Sardegna

Questo è il triste copione che mi attendo sulla questione rifiuti nucleari ed è per questo che suono l’allarme; so molto bene di cosa sia capace la politica. Se finalmente saremo capaci di autogovernarci e decidere del nostro futuro lo si vedrà da come il popolo sardo e la classe politica che lo rappresenta saprà guidare la Sardegna verso una scelta di responsabilità. Ognuno si lavi i panni sporchi in casa propria.

Dettaglio delle aree individuate dal Governo nazionale come idonee per la costruzione di un deposito di rifiuti nucleari