Confapi Sardegna, la crescita delle aziende sarde frenata da trasporti marittimi cari e insufficienti
COMUNICATO STAMPA
“Il sistema del trasporto merci in Sardegna sta collassando: servono interventi urgenti ed interventi strutturali”
Oristano, 5 agosto 2025 – CONFAPI Sardegna, l’Associazione A.S.R. – Autotrasportatori Sardi Riuniti e TrasportoUnito con sede a Oristano, lanciano un grido d’allarme sulle gravi criticità che stanno travolgendo il settore del trasporto merci in Sardegna. Un settore vitale per l’economia dell’Isola, oggi messo in ginocchio da un mix esplosivo di costi in aumento, normative penalizzanti, continuità territoriale compromessa e mancanza di risorse umane.
Già nell’anno 2020 l’attuale Presidente di CONFAPI Sardegna Giorgio Delpiano aveva dichiarato che “L’insularità e la cronica debolezza del nostro sistema infrastrutturale rappresentano un grave gap di competitività per il sistema produttivo isolano che sui mercati extraregionali si confronta con competitor avvantaggiati sotto ogni profilo, a partire dalla struttura dei costi aziendali” e che “le ragioni sono strutturali: localizzarsi in Sardegna determina per le imprese costi aggiuntivi, diretti e indiretti, di accesso ai mercati di sbocco, legati alla condizione di insularità unita alla dipendenza da un sistema di trasporti marittimi e aerei che non supporta le imprese”.
Nel 2023 era stato il Delegato ai Trasporti di Confapi Sardegna Salvatore Pirastu ad intervenire pubblicamente denunciando le carenze sulle tratte del sud Sardegna, la necessità di un trasferimento di competenze statali alla RAS e l’istituzione di una tavolo tecnico permanente con tutti i soggetti, comprese le istituzioni e le compagnie di navigazione.
Di recente anche gli associati dell’A.S.R. (Autotrasportatori Sardi Riuniti) e di Trasporto Unito hanno tentato invano di creare un dibattito su questi temi peraltro senza sortire effetto alcuno.
A distanza di un lustro non ci pare che siano stati fatti grandi passi avanti e ciò prova quanto sia importante passare dalla visione emergenziale ad una nuova visione strutturale capace di incidere in modo sostanziale e duraturo sulle dinamiche del comparto.
Tra i punti più critici segnalati dalle imprese che danno o fruiscono dei servi di trasporto:
· Insostenibilità del Sistema di Scambio delle Emissioni (E.T.S.); l’introduzione del sistema europeo di controllo delle emissioni ha inciso in modo insostenibile sulle tariffe di trasporto delle merci.
· Carenza delle corse navali: troppo scarne le tratte sotto il profilo della frequenza e dei tempi di percorrenza;
· Revisione del Seal Model Shift (S.M.S.); l’introduzione del sistema di rimborso SMS, dopo un inizio promettente, ha subito una battuta di arresto;
· Emergenza revisioni e mezzi refrigerati: i trasportatori rischiano sanzioni per carenze strutturali del sistema che sovraintende alle revisioni c.d. ATP
· Carenza di personale: si propone la creazione di liste regionali di disoccupati e incentivi all’assunzione, affiancamento ad autisti esperti e politiche ed orientamento del lavoro
· Condizioni disumane nelle traversate marittime: richiesta la garanzia di sistemazioni dignitose per gli autisti.
· Continuità territoriale inesistente: sconti eccessivi alle grandi imprese, piccoli trasportatori penalizzati.
Le grandi aziende di trasporrto subappaltano sino al 100% del lavoro ai piccoli autotrasportari: si evidenzia ad oggi la mancata adozione in Italia della norma comunitaria che ne limiterebbe percentuale.
Continuità territoriale inesistente: sconti solo alle grandi imprese e piccoli trasportatori penalizzati.
L’effetto ETS: una stangata annunciata
Dal 1° gennaio 2024 l’inclusione del trasporto marittimo nel sistema europeo ETS (Emission Trading System) ha causato un’impennata dei costi di imbarco per i mezzi pesanti. A luglio 2025 un traghetto per autoarticolati ha raggiunto un importo pari ad € 1.527,00 sul quale grava l’IVA di legge, con rincari fino ad € 627,00 rispetto all’anno 2024. La prospettiva per il 2026 è ancor più drammatica, con l’estensione del sistema ETS anche ai veicoli commerciali.
«Le imprese non ce la fanno più –dichiarano le tre sigle- L’intero sistema logistico sardo è a rischio paralisi, con gravi ripercussioni anche sulla distribuzione alimentare e sanitaria, specie in alta stagione turistica.»
Le richieste al Governo ed alla Regione Sardegna:
· Riconoscimento da parte del Governo nazionale della piena competenza legislativa e regolamentare primaria, con il contestuale trasferimento di adeguate risorse finanziarie.
· Inclusione della Sardegna tra le aree penalizzate dal sistema ETS con misure di compensazione.
· Interventi straordinari per garantire le revisioni e il rinnovo ATP in Sardegna.
· Avvio di un tavolo permanente con Regione, MIT e rappresentanze del setttore, compagnie di navigazione, per accelerare ed agevolare la transizione energetica del comparto del trasporto merci via mare e su gomma;
· Inserimento del tema della continuità territoriale merci nell’ambito del più vasto tema della continuità territoriale.
In particolare si chiede l’istituzione di due tavoli: uno per le affrontare le questioni emergenziali operative come ad esempio la questione delle revisioni generali e dell’ATP ed un altro che si occupi delle questioni strutturali che debbono essere affrontate con una chiara visione di lungo periodo, come le modalità della continuità territoriale e la questione degli extra costi relativi al sistema sanzionatorio ETS.
