UNA VARIANTE ARCAICA DELL’AYIN PROTOCANANAICA:LA “V FALLOIDE” IN SARDEGNA NURAGICA E IN CANAAN (SIRIA)

UNA VARIANTE ARCAICA DELL’AYIN PROTOCANANAICA:
LA “V FALLOIDE” IN SARDEGNA NURAGICA E IN CANAAN (SIRIA)

di Gigi Sanna

Introduzione
Nel repertorio protocananaico e protosinaitico la consonante ʿayin è tradizionalmente rappresentata mediante un pittogramma raffigurante un occhio. Accanto a questa forma canonica, ampiamente attestata nelle iscrizioni levantine del II millennio a.C., compaiono anche varianti grafiche più essenziali: un semplice cerchietto tondo, un cerchietto tondo con punto centrale (talvolta una lineetta), oppure un occhio con la pupilla resa in modo pienamente pittografico. Quest’ultima variante, non documentata nel Levante, ricorre invece nel repertorio nuragico, in particolare nel documento di Perdu Pes di Paulilatino (v. più avanti in un nostro commento del post)
Tali varietà, ampiamente attestate – tranne l’ultima, che sembra ricorrere solo nel suddetto documento nuragico – costituiscono la base grafica da cui derivano le forme fenicie, aramaiche ed ebraiche.
L’analisi di alcune iscrizioni nuragiche della Sardegna e di un reperto cananaico proveniente dalla Siria ( il luogo preciso è per ora sconosciuto) consente tuttavia di ipotizzare l’esistenza di una variante arcaica dell’ayin finora non riconosciuta nel repertorio levantino: una forma fallica, talvolta resa in modo pittografico, ridotta a un semplice segno a ‘V ‘triangolare.
Questa variante, che si potrebbe definire “V falloide”, appare in contesti semantici e rituali coerenti con il valore della radice semitica ‘OZ (“forza, potenza”), e trova riscontro sia nella scrittura nuragica sia in un documento protocananaico su bronzo.
Con il presente breve studio ci proponiamo di:
analizzare le tre forme dell’ayin nell’iscrizione nuragica dell’archetto della chiesetta campestre di San Nicola di Trullas di Semestene;
presentare la forma a ‘V’ attestata in un’iscrizione cananaica su freccia in bronzo proveniente, con ogni probabilità, dalla Siria;
discutere la coerenza acrofonica, iconica e semantica della variante fallica; valutare le implicazioni per la storia della scrittura protocananaica e per la grafia nuragica.

L’iscrizione nuragica dell’archetto della chiesetta di Semestene: tre ayin per la stessa parola

Nel documento di Semestene compare sulla destra , dopo un profilo di protome taurina e alcuni segni illeggibili, tre volte la parola ʿOZ, “forza, potenza”, con tre grafie diverse (v. nostra trascrizione nel post a commento):

  1. ayin-fallo: un fallo di profilo, chiaramente riconoscibile;
  2. ayin-V: una V triangolare, simbolo fallico schematico;
  3. ayin-occhio: la forma protocananaica canonica.
    La zayn di ‘Oz risulta invece pressoché costante per forma in tutte e tre le occorrenze, ossia il tipo con i tratti paralleli verticali (o leggermente obliqui) oppure quella tracciata come la nostra ‘Z, comune nell’ alfabeto cosiddetto protocananaico.

Interpretazione del dato.

La triplice resa non è casuale. Lo scriba:
mantiene la radice ʿoz;
varia deliberatamente il segno dell’ayin;
utilizza tre livelli iconici diversi;
mostra una padronanza del repertorio grafico e della logica acrofonica.
La scrittura nuragica appare dunque come rebus, non alfabetica in senso stretto, con una libertà iconica superiore a quella protocananaica standardizzata.

La V fallica nello YHW androgino nuragico.

La forma a V triangolare compare anche nello YHW androgino nuragico, scritto sul manico d’anfora (v. fig. nei post a commento) rinvenuto in territorio di Allai, dove si rappresenta il grosso fallo stilizzato tra le gambe divaricate della divinità.
Questo conferma che:
la V è un segno fallico nel repertorio nuragico;
la sua funzione è coerente con la semantica di ʿoz (“potenza”).

La freccia cananaica dalla Siria – Palestina: una conferma esterna

Una freccia in bronzo proveniente dalla Siria (Canaan), oggi dispersa (venduta all’asta in America) ma documentata
fotograficamente, presenta l’iscrizione:
taw (segno protosinaitico -protocananaico) + tre punti + ʿOZ (una ‘ayin a ‘V’ e una zayn con i tratti verticali)
La cosa sorprendente è che l’ayin di ʿOZ è una ‘V’ fallica, identica a quella nuragica (v. appresso la foto in all.)

Le implicazioni

Questa scoperta dimostra che:
la ‘V ‘fallica non è un’invenzione nuragica;
è una variante, forse arcaica, protocananaica;
era usata in contesti di “potenza”, “forza”, “energia luminosa”;
la scrittura nuragica partecipa direttamente alla tradizione grafica levantina.

Coerenza acrofonica e simbolica

La variante fallica dell’ayin è coerente:
acrofonicamente: rappresenta una parola che inizia per ʿ ;
iconicamente: il fallo = potenza;
semanticamente: ʿoz = forza;
ritualmente: i tre punti = luce, energia, intensificazione.

Conseguenze per la storia della scrittura.

Per il protocananaico

L’ayin non era limitata al pittogramma dell’occhio.
Esisteva una variante fallica, oggi quasi scomparsa.
La fase pre-standardizzata era più ricca e polisemica di quanto si creda.

Per il nuragico

La scrittura nuragica non deriva passivamente dal protocananaico.
Partecipa a una tradizione condivisa, con varianti arcaiche comuni.
La sua natura rebus è confermata.

Conclusione

La presenza della V fallica come ayin in Sardegna e in Canaan costituisce una delle prove più significative della continuità culturale e grafica tra il mondo nuragico e quello levantino.
La triplice resa di ʿOZ a Semestene e la freccia cananaica venduta all’asta rappresentano un caso unico di variazione acrofonica controllata, con implicazioni decisive per la storia della scrittura mediterranea.