L’Ucraina fu riconosciuta indipendente nel 1991 da tutta la comunità internazionale. I fatti.

C’è molta disinformazione sul fatto che Donbas e Crimea sarebbero “territori russi” o che l’Ucraina abbia imposto divieti linguistici ai russofoni.

I fatti, in ordine cronologico, raccontano altro.

1991 – Nascita di uno Stato sovrano

Con il crollo dell’Unione Sovietica, l’Ucraina indice un referendum (1° dicembre 1991):

Affluenza: circa 84%

SÌ all’indipendenza: 90,32%

Il dato decisivo: anche nelle aree oggi al centro della propaganda russa, la scelta fu netta:

Donetsk: 83,9% SÌ

Luhansk: 83,86% SÌ

Crimea: 54,19% SÌ

Questo significa che anche le regioni russofone votarono per uno Stato ucraino indipendente.

Riconoscimento internazionale (Russia inclusa)

Dopo il referendum, l’Ucraina viene riconosciuta come Stato sovrano da tutta la comunità internazionale, compresa la Federazione Russa.

Nel 1994 firma il Memorandum di Budapest, impegnandosi a rispettarne integrità territoriale e confini (Crimea e Donbas inclusi).

La realtà linguistica

In Ucraina il russo è sempre stato ampiamente parlato, soprattutto nell’est e nel sud.

Non esiste alcun “divieto di parlare russo”: il tema riguarda semmai l’uso istituzionale della lingua ucraina, come accade in qualsiasi Stato sovrano.

2014 e 2022 – I “referendum” sotto occupazione russa

Qui sta la differenza fondamentale.

Crimea 2014

Il referendum avviene dopo l’occupazione militare russa della penisola:

soldati russi presenti sul territorio e anche nei pressi dei seggi

edifici pubblici e basi militari già sotto controllo russo

quesito imposto in pochi giorni, senza dibattito libero, nessun osservatore internazionale indipendente credibile.

Non è un voto libero: è una consultazione sotto occupazione armata.

Donbas e territori occupati – 2022

Ancora più evidente: referendum organizzati dalle autorità filo-russe sotto controllo militare

risultati plebiscitari (fino al 99%) decisi in contesto non verificabile.

Partecipazione reale spesso minima o forzata (es. percentuali bassissime rispetto alla popolazione)

Soldati armati e pressione diretta sulla popolazione durante il voto.

In molti casi il voto non avveniva nemmeno in seggi normali, ma: porta a porta, sotto controllo di militari, senza segretezza reale

Questo è l’opposto di qualsiasi standard democratico.

Conclusione

Nel 1991 gli abitanti di Donbas e Crimea hanno votato per l’Ucraina

La Russia ha riconosciuto quei confini

Le consultazioni sotto occupazione armata non hanno valore legale

Non esiste alcuna “proprietà storica” che giustifichi invasioni.

Quella iniziata il 24 febbraio 2022 è, nei fatti, un’aggressione militare contro uno Stato sovrano.

La storia è fatta di fatti, non di narrazioni.

E i fatti, a differenza della propaganda, restano.