Il termine sardo “callòni” ed il Covid-19. Un caso di linguistica pratica.

Chi mi conosce sa che ho i miei punti deboli, tra i quali il federalismo liberale, la corsa, la passione per la storia e per la linguistica. Ho pensato bene di scrivere un articoletto multidisciplinare per unire l’utile al dilettevole, profittando della cronaca di queste ultime ore.

Ieri sera è trapelata la notizia dell’imminente blocco di tutta la regione lombarda per contenere la diffusione del Covid-19 è ciò ha provocato un vero assalto ai treni della notte alla Stazione Centrale e alla stazione Garibaldi di Milano. Con oltre 500 persone, tra i due scali milanesi, che hanno cercato di salire sugli ultimi convogli in partenza verso sud.

Dopo le 22, in circa 400 si sono riversati nella stazione di Porta Garibaldi per tentare di prendere l’Eurocity night per Salerno. Quasi tutti sono riusciti a salire a bordo e il convoglio è partito con qualche minuto di ritardo. Almeno 150 erano invece le persone che hanno affollato le biglietterie e poi i vagoni dei treni verso il Sud in Centrale, per raggiungere le regioni d’origine prima dell’entrata in vigore del decreto legge del Governo, che comunque non avverrà prima di domani (fonte https://www.caffeinamagazine.it/italia/422844-assalto-treni-auto-milano-coronavirus/

Da settimane assistiamo all’arrivo indisturbato di migliaia di persone in porti ed aeroporti sardi, senza un adeguato controllo preventivo. Sarebbe bastato imporre se non un blocco, una quarantana a tutti gli arrivi per scongiurare ciò che sta accadendo in queste ultime ore, cioè l’importazione del virus dal Nord Italia.

Sarebbe bastato un poco di buon senso in più da parte di tutti per evitare questa pericolosa situazione, che rischia di sfuggire di mano, foss’anche per colpa di una minoranza. In Cina hanno stabilito la pena capitale per chi non si fosse attenuto alle disposizioni restrittive statali varate per contenere l’epidemia ed i primi risultati pare inizino ad arrivare, con una progressiva diminuzione dei casi di contagio e di morti. Ma noi non siamo nè cinesi nè disciplinati, siamo italiani, anzi, siamo calloni.

E qui arriviamo al termine sardo “calloni” che in molti, sbagliando, italianizzano in “callone” al singolare, molto adatto a tutti gli italiani che dal Nord si stanno riversando verso il sud e le isole dimostrando il totale dispregio delle regole e del senso di responsabilità, ma anche a quei sardi irresponsabili che arrivano in Sardegna dalle regioni più svariate senza prendere le opportune precauzioni (per esempio l’imposizione volontaria di un periodo di quarantena).

Wagner, insigne linguista ormai superato, poneva l’origine dal termine latino “coleone” (aggettivo derivato dal sostantivo coleus), ma prese il solito granchio. Wagner era figlio (per non dire padre) della visione romano centrica della linguistica che ragionava come se prima del latino (non dimentichiamo che Roma nasce per convenzione nel 753 a.c.) gli abitanti del mediterraneo non avessero nè scrittura nè linguaggio e parlassero come gli animali con grugniti e versi vari. In realtà tutti abbiamo ormai certezza che da almeno 2000 anni prima della nascita di Roma ci fossero nel mediterraneo occidentale lingue e scrittura proprie più che evolute (per citare i popoli meno antichi pensiamo agli etruschi, la cui evoluta civiltà ha preceduto di secoli Romolo e Remo). La conseguenza più logica è che tutte le lingue precedenti il latino abbiamo avuto origine, vita e sviluppo proprio e comune e che il medesimo latino si sia innestato su questa Koinè mediterranea, che abbracciava con certezza anche la parte orientale. E’ stato il glottologo Prof. Salvatore Dedola ad aprire finalmente la strada che a portato luce e logica allo studio della linguistica. Egli per primo ha proposto di riunire lo studio delle lingue definite indoeuropee (orrida terminologia) con quelle di origine semitica perchè ha ben compreso e dimostrato che all’origine di tutte le lingue antiche, greco e latino compreso, ci fu una lingua comune in tutto il mediterraneo, ovviamente originaria del luogo in cui tutta la civiltà ha spiccato il volo: il medio oriente, la Mesopotamia, la regione cananitica, la medesima cultura da cui la stessa civiltà egizia attinse a piene mani.

Tornano al termine sardo campidanese (ed entrato di prepotenza nel linguaggio goliardico di tutti i giovani sardi) “calloni”, esso in realtà deriva dal babilonese qallu o gallu con il significato di testicolo con l’aggiunta del sumerico unu, bastone, con il significato di “bastone dei testicoli”. In origine pertanto indicò il pene e per traslato un uomo paragonato al pene (Vedi Nou Faeddarzu Etimologici dessa Limba Sarda di Salvatore Dedola).

Concludendo, a ragion veduta e ben consci del significato etiologico e traslato del termine, possiamo davvero affermare che molti italiani e sardi, in questi ultimi giorni, hanno dato il classico esempio di cosa si possa intender per “calloni”, ma in noghe su calloni no est unu, ma medas (traduzione dal sardo ma qua il co(xx)ione non è uno, ma molti).

Penso a questo punto sia utile citare quanto riportato dal Ministero della Salute, che statuisce “che per tutte le persone che rientrano dai viaggi dalle zone a rischio negli ultimi 14 giorni c’è obbligo di isolamento domiciliare fiduciario e di comunicazione al Dipartimento di prevenzione della propria ASL” ed inoltre che “Chiunque a partire dal quattordicesimo giorno antecedente la data di pubblicazione in GU del DPCM  8 marzo 2020 (Art. 3 , lettera m) abbia fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, deve comunicare tale circostanza al dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio nonché al proprio medico di medicina generale (di seguito “MMG”) ovvero al pediatra di libera scelta (di seguito “PLS”).

Inoltre ricordo che, con un’ordinanza emanata dal presidente della Regione Sardegna Christian Solinas, è stato stabilito che, a partire da oggi, chi fa ingresso nell’Isola e proviene “dalla Regione Lombardia e dalle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbanio-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia” dovrà osservare “la permanenza domiciliare con isolamento fiduciario, mantenendo lo stato di isolamento per 14 giorni”

English version

Those who know me know that I have my weaknesses, including liberal federalism, running races , passion for history and linguistics. I thought well to write a multidisciplinary article to combine the useful with the pleasure, profiting from the chronicle of the last few hours.

Last night the news of the imminent blockade of the entire Lombardy region to contain the spread of the Covid-19 was leaked, which resulted in a real assault on the night trains at the Central Station and Garibaldi station in Milan. With more than 500 people, between the two Milan stopovers, who tried to board the last trains departing south.

After 10 p.m., about 400 people flocked to Porta Garibaldi station to try to catch Eurocity night for Salerno. Almost everyone managed to get on board and the convoy left a few minutes late. At least 150 people crowded the ticket offices and then the train cars to the South in Central, to reach the regions of origin before the government’s decree came into force, which will not happen until tomorrow (source https://www.caffeinamagazine.it/italia/422844-assalto-treni-auto-milano-coronavirus/

For weeks we have been witnessing the undisturbed arrival of thousands of people in Sardinian ports and airports, without adequate preventive control. It would have been enough to impose a quarantine to all arrivals to prevent what is happening in the last few hours, that is, the importation of the virus from northern Italy.

It would have been enough for everyone to avoid this dangerous situation, which is in danger of getting out of hand, even because of a minority. In China, they have established the death penalty for those who did not comply with the restrictive state provisions enacted to contain the epidemic and the first results seem to be effective, with a progressive decrease in contagion and deathcases. But we are neither Chinese, we are Italian, indeed, we are “callonis”.

And here we arrive at the Sardinian term “calloni” that many, mistakenly, Italianize in “callone” to the singular, very suitable for all Italians who from the North are pouring towards the south and the islands demonstrating the total contempt of rules and sense of responsibility, but also to those irresponsible Sardinians who arrive in Sardinia from the most varied regions without taking the appropriate precautions (for example the imposition of a voluntary quarantine).

Wagner, a well-known linguist, placed the origin of the Latin term “coleone” (adjective derived from the noun coleus), but took the usual crab (in italian language means taking and confusing one thing for another). Wagner was the son (may be also the father) of the central roman vision of linguistics who reasoned as if before Latin (let’s not forget that Rome was born by convention in 753 BC) the inhabitants of the Mediterranean had neither writing nor language and spoke like animals with grunts and varied verses. In fact, we are all now certain that for at least 2000 years before the birth of Rome there were in the Western Mediterranean languages and writing of their own rather than evolved (to quote the less ancient peoples we think of the Etruscans, whose evolved civilization preceded by centuries Romulus and Remus). The most logical consequence is that all the languages prior to Latin had its own and common origin, life and development and that the same Latin was grafted onto this Mediterranean Koinè, which also certainly embraced the eastern part. It was the glottologist Prof. Salvatore Dedola to finally open the way that brought light and logic to the study of linguistics. He first proposed to combine the study of languages defined as Indo-European (horrida terminology) with those of Semitic origin because he understood and showed that at the origin of all ancient languages, including greek and Latin , there was a common language throughout the Mediterranean, obviously originating from the place where all civilization took flight: the Middle East, Mesopotamia, the Cananitic region, the same culture from which the same culture.

Caming back to the term Sardinian campidanese (daily used in the goliardic language of all young Sardinians) “calloni”, it actually comes from the Babylonian qallu or gallu with the meaning of testicle with the addition of the sumerico unu, stick, with the meaning of “testicular stick.” Originally, therefore, he pointed to the penis and translated a man compared to the penis (See the book Nou Faeddarzu Etimological dessa Limba Sarda by Salvatore Dedola).

In conclusion, with reason and well aware of the ethological and translated meaning of the term, we can really say that many Italians and Sardinians, in recent days, have given the classic example of what can be understood by “calloni”, but in noghe su calloni no est unu, ma medas (sardinia language that means …here the fucking man it’s only one, but a lot)

In conclusion, I think it is useful to quote from the Ministry of Health, which states “that for all persons returning from travel from the areas at risk in the last 14 days there is an obligation to solitary confinement and communication to the Department of Prevention of its ASL” and also that “Anyone from the fourteenth day before the publication date in OJ of the DPCM 8 March 2020 (Art. 3 , letter m) entered Italy after staying in areas at epidemiological risk, as identified by the World Health Organization, must report this circumstance to the prevention department of the health company responsible for general practitioner (below “MMG”) or the paediatrician of free choice (below “PLS”).