La Regione Sardegna non ha dubbi: i Giganti di Mont’e Prama devono restare a Cabras.

Le sculture del XII-IX sec. a.c. denominate Gigantes rappresentanti antichi guerrieri

Riporto di seguito la mozione presentata da un gruppo di consiglieri regionali con la quale non solo si ribadisce la ferma contrarietà allo spostamento delle statue piú antiche del mediterraneo dal loro sito originario, cioé Cabras, ma si rivemdica il diritto della Sardegna di avere piena ed esclusiva competenza in materia. Un mozione, dunque, che definirei storica per il coraggio di mettere finalmente sul tavolo la questione del diritto della Sardegna all’autodeterminazione.

PREMESSO che:
CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA – XVI Legislatura
Mozione n. _
Mula – Maieli – Schirru – Lancioni – Fancello – Satta G. – Usai affinché i lavori di restauro dei Giganti di Mont’e Prama e dei modelli di nuraghe, ubicati presso il museo di Cabras, avvenga “in loco” e non si proceda, pertanto, al trasferimento a Cagliari.
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IL CONSIGLIO REGIONALE

  • la Sardegna vanta sul proprio territorio un patrimonio archeologico imponente per qualità e quantità, e proprio per far valere tale patrimonio, che rappresenta la nostra storia e le nostre radici, sono state poste in essere numerose azioni finalizzate al perseguimento del medesimo obiettivo, tra cui:
    • la mozione n. 318 approvata dal Consiglio regionale in data 30 settembre 2020, con la quale è stata rappresentata l’esigenza di avviare le procedure necessarie per il riconoscimento da parte dell’UNESCO del paesaggio culturale della Sardegna e la definizione del suo territorio quale “museo aperto”;
    • la mozione n. 312 del 06 agosto 2020, con la quale è stata rappresentata la necessità di ottenere il conferimento alla Regione in via esclusiva della tutela e valorizzazione dei beni archeologici di cui al titolo I e al titolo II del Codice dei beni culturali e dei paesaggio, richiedere il trasferimento, in applicazione dello Statuto speciale e del decreto legislativo n. 267 del 2006 degli immobili statali, dei beni archeologici mobili, istituire una soprintendenza archeologica regionale, richiedere il trasferimento alla Regione del Centro di restauro di Li Punti.
  • la valorizzazione e il riconoscimento dell’unicità della civiltà nuragica può rappresentare un importante attrattore turistico per l’intera Isola;
  • uno tra i più famosi attrattori che caratterizzano il nostro patrimonio archeologico, è rappresentato da Mont’e Prama, la più importante necropoli nuragica e scoperta archeologica nel Mediterraneo del XX secolo, i cui 28 colossi di pietra sono le più antiche statue di pietra del Mediterraneo, risalenti a tremila anni fa, esposti in parte al museo archeologico nazionale di Cagliari e in parte al museo civico Giovanni Marongiu di Cabras;
  • la Soprintendenza ai Beni culturali ha deciso che il restauro dei “Giganti di pietra” e dei modelli di nuraghe presenti a Cabras, deve essere effettuato a Cagliari, presso il laboratorio di Calamosca;
    CONSIDERATO che:
  • la decisione della Soprintendenza relativa alla realizzazione del restauro sopraccitato, in un sito diverso da quello d’origine, risulta essere unilaterale e inopportuna, tenuto inoltre conto del fatto che, costituendo i beni archeologici un corpo unico e indiviso con il sito di appartenenza, devono essere restaurati in loco, così come ribadito dallo stesso restauratore, prof. Roberto Nardi, che ha diretto il progetto di conservazione e restauro archeologico, divenuto un successo mondiale e certificato col premio europeo per il patrimonio culturale ‘Europa Nostra Awards’;
    CONSIDERATO inoltre che:
  • il trasferimento dei “Giganti di Mont’e Prama” dal sito storico e naturale del ritrovamento, ovvero la città di Cabras, arrecherebbe un grave danno alla comunità che nel corso degli anni si è dotata di numerose strutture ricettive, creando occasioni occupazionali importanti che verrebbero ulteriormente compromesse in un momento difficile come questo, già caratterizzato da una profonda crisi economica;
  • il Presidente della Regione Sardegna ha manifestato la propria contrarietà al trasferimento delle statue che rappresentano una straordinaria testimonianza della civiltà sarda più antica e che pertanto devono rimanere nella loro sede originaria, nella quale potrebbe essere allestito anche un apposito spazio per curare, rendere pubblici e visibili gli stessi interventi di restauro, come avviene in molti altri siti archeologici;
  • con la finanziaria del 2019 è stato stanziato un contributo di 500.000 euro con l’obiettivo di valorizzare e ampliare il sito archeologico di Mont’e Prama;
    RITENUTO che:
  • anche al fine di rilanciare l’economia del territorio di Cabras è necessario attivarsi affinchè le sue ricchezze restino nella loro sede originaria e quindi che i reperti vengano restaurati e valorizzati nel luogo del loro ritrovamento, rappresentando essi stessi un attrattore straordinario e un grande potenziale non solo dal punto di vista culturale, ma anche economico;
    impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale
  • a porre in essere tutte le azioni necessarie affinchè i lavori di restauro dei Giganti di Mont’e Prama e dei modelli di nuraghe, ubicati presso il museo di Cabras, avvenga “in loco” e non si proceda, pertanto, al loro trasferimento a Cagliari, così come deciso dalla Soprintendenza ai Beni culturali;
  • a garantire, inoltre, il coinvolgimento del prestigioso Centro di Restauro di Li Punti di Sassari nel processo di gestione, recupero e restauro delle Statue e degli ultimi ritrovamenti tenuto conto che il Centro, sotto il coordinamento della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Sassari e Nuoro, ha eseguito il restauro dell’intero complesso statuario, tra il 2007 e il 2011, grazie al finanziamento del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e della Regione Sardegna.
    Cagliari, 9 febbraio 2021
    Mula Maieli Schirru Lancioni Fancello Satta G. Usai