Invasioni arabe e pirateria saracena in Sardegna

Elisa Magario, Emily Volta, Patrizia Secchi.

Fonte:http://rime.to.cnr.it/2012/RIVISTA/N7/2011/articoli/Piero_Fois.pdf

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E non potevano mancarci i saraceni…

Data la scarsità e l’imprecisione delle fonti, nonché la vastità dell’argomento storico di non di facile ricostruzione, eviterò di annoiarvi riportando solo un’introduzione, un minimo resoconto delle atrocità subite dalla nostra isola, e una cronologia sicuramente non del tutto esatta.
Vogliate perdonarmi…

In seguito alla conquista delle coste africane da parte degli Arabi, alla fine del VII secolo, la Sardegna rimase l’ultimo territorio in mano all’Impero bizantino. La seconda isola del Mediterraneo diventava quindi un obiettivo di conquista dell’Islam. Nuove ricerche portate avanti da Walter Kaegi, fanno pensare che le prime incursioni fossero avvenute già nel 665-666 e che avessero interessato l’area dell’antica Olbia, che probabilmente riuscì a mettere a freno quegli attacchi vandalici del V secolo.

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Senza la Sardegna la conquista del Maghreb e dell’al-Andalus non avrebbe probabilmente avuto luogo. Le spedizioni che interessarono l’isola erano occupazioni militari circoscritte territorialmente che servivano come controllo sistematico dei porti. Il fine era quello di neutralizzare le flotte bizantine che navigavano in quei paraggi. Gli arabi utilizzarono la Sardegna come rampa di lancio verso il Maghreb estremo, naturalmente senza mai andar via dall’isola a mani vuote.

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I saraceni erano riconosciuti come abili navigatori, ma forse non erano tra i migliori nelle previsioni del tempo. Le loro navi naufragavano di continuo, si incagliavano in ogni dove e, praticamente il 30% delle volte, le loro, erano missioni suicide. Ma ogni qual volta riuscivano ad approdare, allora per gli isolani non vi era scampo, soprattutto agli inizi delle loro incursioni. Bisanzio non era in grado di difendersi e decise di abbandonare l’isola al suo terribile destino. I saraceni devastavano città e terre, profanavano luoghi di culto cristiano, uccidevano senza pietà, torturavano e schiavizzavano. Molte città, come Nora e Tharros, subirono danni continui talmente ingenti da non consentirne la ricostruzione ma solo l’eterno abbandono.

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La popolazione sarda si spingeva sempre più verso l’interno per scampare ad una tragica fine. Vittime abili venivano subito fatte schiave e vendute al mercato, molte donne destinate agli harem, anziani e guerrieri vinti erano torturati fino alla morte. Anche i sardi fecero molti prigionieri tra i saraceni; questi venivano utilizzati soprattutto per la ricostruzione dei luoghi danneggiati. Solo con la costruzione di torri di avvistamento da parte della Spagna, con fortissime coalizioni di sardi, italici e altri stranieri, l’isola fu liberata una volta per tutte da quel tremendo fardello.

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Cronologia incursioni medioevali:

. 665-666. Probabili prime icursioni nel nord Sardegna

• 705. Prima incursione araba documentata (forse nell’isola di San Antioco), inviata dal califfo Abd-el-Aziz (egiziano).

• 709.  Incursione ordinata dall’emiro Musâ. le due sopra, secondo il Martini, con scarse fonti forse perchè fugaci e di poca importanza.

• 710,711. Importante incursione araba sulla Sardegna, contemporanea della conquista della penisola iberica. Sebbene fallita da più punti di vista, questa incursione è rappresentativa di un decisivo balzo in avanti dell’espansionismo islamico. Incursione oltremodo rovinosa per l’isola; si parla di 300.000 prigionieri fatti tra Maiorca, Minorca, Sicilia e Sardegna.

• 733, 736. Altri attacchi arabi.

• 753. In seguito ad un attacco, secondo un’attendibile fonte araba (Ibn-al-Atîr), viene imposto ai Sardi il pagamento della giziah. Segue un periodo di circa cinquant’anni sul quale non abbiamo notizia di incursioni.

• 760. L’imperatore Costantino V prepara una flotta, abbastanza efficiente, per difendere il Tirreno dall’espansione araba e dalle scorrerie.

• 807. Tentativo di incursione degli Arabi di Spagna (probabilmente presso le coste di Oristano), che però viene bloccato, con gravi perdite fra gli invasori (il fatto è narrato nella Cronaca di Saxo e dovette avere una certa risonanza fuori dell’isola).

• 811- 812. Un altro tentativo dalla Spagna fallisce, mentre – nell’812 – un’incursione si limita a toccare la Corsica. Nello stesso periodo si preparava anche un attacco alla Sardegna da parte degli Arabi africani, che non giunse a termine perché la flotta fu dispersa da una tempesta.

• 815. Ambasciata di sardi (“legati sardorum de Carali civitate”) presso Ludovico il Pio, che richiedono assistenza militare (il fatto è narrato negli Annali di Eginardo).

• 816. Saccheggio di Cagliari, la flotta viene però dispersa al ritorno da una tempesta.

• 821. Altra incursione.

• 827. Gli Arabi iniziano l’occupazione della Sicilia; questo evento è probabilmente rilevante nel segnare una tappa della separazione della Sardegna dall’impero bizantino.

• 829. Passaggio in Sardegna del conte Bonifacio (il feudatario carolingio preposto alla Toscana e alla difesa navale nel Tirreno) diretto verso le coste africane.

• 934. A quest’anno risale un’incursione proveniente dall’Africa; si trattò di un fatto di una certa gravità; la cronaca di Ibn-al-Atîr parla di una grande strage di abitanti e di distruzione di navi effettuata in Sardegna da una flotta diretta a saccheggiare Genova.

• 947. Trattato di pace tra Impero bizantino e Califfato omayyade di Spagna.

• 972-1001. Al-Mansur è ministro e, dal 996, califfo a Cordova. Avvia un’ambiziosa politica espansionistica. È suo liberto e protetto Mujiahid, poi wali (principe) di Denia (Baleari).

• 1015-1016. Tentativo di conquista dell’isola da parte di Mujiahid. L’intervento di Pisa e Genova, che ricacciano l’esercito di Mujiahid, apre le porte della Sardegna alle due repubbliche marinare. Riprendono anche i contatti dell’isola con la Chiesa romana.

• 1065. A quest’anno risale la donazione di due chiese all’abbazia di Montecassino da parte del giudice di Torres Barisone di Lacon-Gunale. Si tratta del più antico scritto pervenutoci della Sardegna giudicale. Da questa data in avanti le nostre conoscenze sono sempre meglio documentate.

. 1226. Planargia fu quasi interamente distrutto dai Saraceni.

. 1418. Approdati a Terranova (attuale Olbia), si introssero nella regione di Telti, la saccheggiarono e portarono via con loro le persone e le cose.

. 1428. Una armata Tirca di 14 fuste seminò il terrore in tutta l’isola, mancano però i ricordi dei danni.

Altre date di attacchi arabi e della controffensiva sarda dopo il medioevo:

1509, 1514, 1512, 1515, 1520, 1526, 1527, 1534, 1538, 1540, 1541, 1542, 1546, 1549, 1551, 1552, 1553, 1555, 1556, 1562, 1566, 1570, 1581, 1582, 1584, 1587, 1615, 1620, 1621, 1623, 1627, 1636, 1684, 1708, 1710, 1725, 1736, 1742, 1743, 1745, 1753, 1757, 1762, 1763, 1764, 1765, 1768, 1772, 1774, 1777, 1787, 1791, 1792, 1794, 1798, 1799, 1802, 1804, 1806, 1811, 1812, 1813, 1815, 1816.

Nel 1815, Inghilterra e Russia intervennero decisamente presso i bey di Tunisi, Tripoli e Algeri, li costrinsero ad allinearsi ai dettami del Congresso di Vienna che sanciva l’abolizione della schiavitù e, di conseguenza, della pirateria. L’ammiraglio britannico Exmouth, inviato come mediatore dai re di Sardegna e delle due Sicilie, si presentò con la sua flotta alle tre reggenze barbaresche per fare in modo che entrassero in relazione di amicizia con i due stati (Sardegna e Sicilia).

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I sardi che pescavano il corallo continuavano a subire umiliazioni da parte dei pirati che, non curanti dei nuovi dettami, proseguivano a corseggiare nel mediterraneo. Nel 1816, finalmente Algeri venne bombardata ad opera delle due squadre inglesi e olandesi capitanate dallo stesso Exmouth.

“Liberata, in tal modo e per sempre, la Sardegna dal flagello dei barbareschi, il suo commercio ridivenne libero, le popolazioni costiere rifiorirono e aumentarono le industrie agrarie, inceppata nel passato dalla paura di perderne in un istante il frutto.   Pietro Martini.

Elisa Monica Magario

Emily Volta

Patrizia Secchi.

Fonti: http://rime.to.cnr.it/2012/RIVISTA/N7/2011/articoli/Piero_Fois.pdf;

Pietro Martini; Storia delle invasioni degli arabi e delle piraterie dei barbareschi in Sardegna.

Foto: http://www.ilportaledelsud.org/barbareschi.htm;

http://www.mondimedievali.net/castelli/sardegna/ogliastra/provincia000.htm;

http://www.giramundoturismo.com/index.php?p=pontos_turisticos;

http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&id=29283;

http://www.angelabandb.it/italiano/guidacagliari.html;

http://www.nonsolopuzzle.it/bombardamento_di_algeri.html;

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