Barumini apoteosi del Dio Sole e simbolo del monoteismo dei sardi, di Salvatore Dedola

BARUMINI APOTEOSI DEL DIO SOLE, DEL DIO UNICO.

Dagli appunti del Glottologo Prof. Salvatore Dedola.

In Sardegna affiora dappertutto, prepotentemente, il nome del dio Baʽal come epiteto preminente del Dio Unico adorato dai Nuragici.
Il toponimo Palu-Baʽal è sotteso a molti toponimi o nomi sacri che lo echeggiano in Sardegna, a cominciare dal dorgalese (Nostra Sennora de) Balu Irde o Palu Irde, il sass. Balu Bełdi, che è la Madonna di Valverde. Quel Valverde, tipico delle chiese campestri dove si adora una Madonna cristiana sconosciuta fuori dell’isola, non è altro che la paronomasia di Baʽal Irdu (accadico Bēlu Irdu, Bēlu Išdu, Palu Irde), un epiteto sacro col significato di ‘Signore Base-del-Cielo’, ‘Baal Base-del-Cielo’.

In Sardegna e in Italia i legami etimologici con l’arcaico Baՙal sono numerosi, pressoché onnipresenti. In Sardegna abbiamo dappertutto la Madonna di Balu Irde (maldestramente intesa come Valverde); abbiamo anche i cognomi equivalenti Virdis e Birde, il villaggio marino di Palàu in Gallura, il villaggio di Ballào nei Gerrei (antica Palàu); abbiamo la Punta Palài, la più alta del Marghine; abbiamo la chiesetta di Balài a Porto Torres (antico tempio di Baՙal). Infine abbiamo il celeberrimo toponimo Barùmini, anch’esso dedicato al dio Baՙal, dall’egizio Baåur (ebraico בַּעַל) + Meni ‘a form of Osiris’, meni ‘image, statue’, men ‘a colossal statue of a god’. Quindi Barùmini (Baåur-Meni) in origine significò ‘Ba‘al Immagine di Osiride’ o ‘colossale statua di Ba‘al’, riferita al suo nuraghe.

Ma l’antico epiteto Baՙal si ritrova dappertutto, persino nel nome dei palazzi.
PALATTU. log. ‘palazzo’; cfr. it. palazzo ‘grande edificio signorile’. DELI deriva il termine italico dal lat. palātium ‘monte palatino’, e poi indicò il ‘palazzo imperiale’ (che ivi sorse). Questi termini provengono da unica fonte, ma vanno storicizzati, poiché sul Palatino fino al ’700 a.e.v. esistevano soltanto due-tre capanne di paglia. Ciò vale a dire che Palatῑnum è un ὔστερον πρότερον e come tale va capovolto, essendo stato chiamato in tal modo soltanto quando sul colle fu eretto il palazzo reale, il palazzo del comando. Infatti è dal concetto del “comando” che trae nome il Colle Palatino, sulla base semitico-accadica palû(m), palā’um ‘regno’ (sum. bala ‘regno’), e questi lemmi a loro volta si basano sul sacro nome del dio Baʽal, letteralmente ‘Signore, Potente’, che impersonifica il Potere per antonomasia.